UNIT

Gli studi e le previsioni sul lavoro del prossimo futuro citano sempre più spesso la rivoluzione tecnologica che in parte già viviamo, e che sarà sempre più presente, come causa del cambiamento e dell’annullamento di numerose professioni.
La robotica, la cibernetica, le nanotecnologie, l’internet delle cose, i big data e, su tutti, l’intelligenza artificiale sono elementi che combinati insieme stanno rendendo il lavoro di moltissime persone obsoleto, perché perfettamente sostituibile da macchine o software.

In linea di principio il lavoro costituisce non soltanto lo strumento di sostentamento per ogni essere umano, ma soprattutto il mezzo per la propria autodeterminazione. Si tratta però di un principio assolutamente inattuale: il lavoro ha perso il suo essere strumento, diventando sempre più spesso un fine, l’obiettivo nella vita dell’individuo. Non lavoriamo più per farci una vita, ma investiamo la nostra vita per il lavoro.

Una quarta rivoluzione industriale in cui le posizioni di milioni di lavoratori vengono progressivamente occupate da automi/bot/software/altro solleva perciò grandi preoccupazioni ma anche numerose speranze. Da un lato perdiamo una ragione di vita, dall’altro finalmente siamo liberi di determinarci attraverso esperienze diverse.

UNIT è un audiovisivo prodotto per Invisible Cities (Gorizia 2018), durante un periodo di residenza artistica.

La fiction che prende forma nel video, è ambientata in un mondo dove forse è già arrivato l’avvicendamento umani/automi. La cornice di Gorizia si mostra per quella che potrebbe essere in uno scenario del genere.

 

Quando guardi il video ricorda di farlo a schermo intero, magari in HD, e di usare le cuffie. Viene meglio.)